EDGAR ALLAN POE

Edgar Allan PoeEdgar Allan Poe, Il Dagherrotipo, 1840

Ecco come il grande scrittore americano parla dell'invenzione di Daguerre, appena un anno dopo la diffusione della notizia:

La parola si scrive Daguerréotype, e si pronuncia come se fosse scritta Dagairraioteep. Il nome dell'inventore è Daguerre, ma il francese richiede l'accento sulla seconda…
Lo strumento stesso va senza dubbio considerato come il più importante e forse il più straordinario trionfo della scienza moderna. Non abbiamo qui lo spazio per ripercorrere la storia dell'invenzione, la cui idea originaria deriva dalla camera obscura, e anche i dettagli del processo fotogenico (dal greco disegnare con la luce) sono troppi per essere descritti ora. (...) Ogni linguaggio è insufficiente

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TIPHAIGNE DE LA ROCHE

CopertinaCon "Citazioni d'Autore" do il via ad un'altra rubrica che, di volta in volta, vi proporrà frammenti del pensiero di fotografi e "pensatori" in ambito fotografico che hanno segnato in varia misura la storia della fotografia.

Mi piace iniziare con un profetico testo, estratto dall'opera di Charles François Tiphaigne de La Roche (1722 – 1774), medico e scrittore francese che nel 1760 pubblica in maniera anonima un romanzo utopistico intitolato Giphantie. Nella sua fantasiosa opera l'autore preconizza in maniera sbalorditiva l'invenzione della fotografia, mostrando in tal modo quanto quell'invenzione fosse attesa e in gestazione già molto tempo prima che Niepce producesse le sue prime "eliografie", negli anni '20 del secolo successivo.

Adriano Frisanco

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LA NASCITA DELLA FOTOGRAFIA

Daguerre03E' il 6 gennaio del 1839 quando il quotidiano parigino "Gazette de France" annuncia l'invenzione della fotografia. Ecco alcuni passi salienti dell'articolo:

"Annunciamo un’importante scoperta fatta da Monsieur Daguerre, celebre pittore del Diorama. Questa scoperta sembra un prodigio. Sconvolge tutte le teorie sulla luce e l'ottica e promette di fare una rivoluzione nelle arti del disegno.

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LEONARDO DA VINCI

LEONARDODAVINCILO STUDIO DELLA LUCE E DEI FENOMENI OTTICI, PRIMA DELL'INVENZIONE DELLA FOTOGRAFIA


L’invenzione della fotografia venne ufficialmente attribuita a Louise Daguerre nel 1839 ma non fu certamente frutto dell’intuizione repentina di un genio bensì l’esito di studi, ricerche e sperimentazioni nei campi dell’ottica e dell’alchimia (poi diventata “chimica”), iniziati diversi secoli prima del 1839.
Sentite cosa diceva intorno al 1500 Leonardo da Vinci sul “foro stenopeico”, il primo congegno ottico in grado di produrre un’immagine, per quanto effimera, della realtà:

“...dico che, se una faccia d’uno edifizio o altra piazza o campagna che sia illuminata dal sole, arà al suo opposito un’abitazione, e in quella faccia che non vede il sole sia fatto uno spiraculo rotondo, che tutte le alluminate cose manderanno la loro similitudine per detto spiraculo e appariranno dentro all’abitazione nella contraria faccia, la quale vol essere bianca, e saranno lì appunto e sottosopra, e se per molti lochi di detta faccia facessi simili busi, simile effetto sarebbe per ciascuno...

DANIELEBARBAROSettant’anni dopo, nell’anno 1569, il veneziano Daniele Barbaro, docente presso l’università di Padova e autore di un trattato sulla prospettiva (“La pratica della perspettiva”), descrive l’uso della lente convergente biconvessa e della “camera oscura” (in questo caso una stanza) per ottenere immagini disegnate con molta precisione.
Ascoltiamolo:
... serra poi tutte le finestre, e le porte della stanza, finché non vi sia luce alcuna, se non quella che viene da vetro, piglia poi uno foglio di carta, et ponlo incontra il vetro tanto discosto, che tu veda minutamente sopra 'l foglio tutto quello che è fuori di casa, il che si fa in una determinata distanza piú distintamente. Il che troverai accostando, overo discostando il foglio al vetro, finché ritroverai il sito conveniente. Qui vi vedrai le forme nella carta come sono, e le digradationi, e i colori, e le ombre, e i monumenti, le nubi, il tremolar delle acque, il volare degli uccelli, e tutto quello che si può vedere... vedendo dunque nella carta i lineamenti delle cose, tu puoi con un penello segnare sopra la carta tutta la perspettiva, che apparerà in quella e ombreggiarla, e colorirla teneramente, secondo che la natura ti mostrerà, tenendo ferma la carta fin che haverai fornito il disegno...