FOTOGRAFIA A KM ZERO

FOTOGRAFIA A CHILOMETRO ZERO - Riflessioni & Istruzioni per l'uso

20Il titolo che ho dato alla serata del 7 novembre e alla proposta operativa a cui si riferisce, fa il verso a quella modalità di consumo molto attuale e dibattuta che riguarda perlopiù i prodotti alimentari. In quel caso si tratta di un approccio al cibo che cerca di riavvicinare l’uomo alla terra in cui vive, rifiutando l’esotismo alimentare a tutti i costi, il consumo di beni prodotti a migliaia di km di distanza, le ciliegie a gennaio e le arance a giugno. Il km zero alimentare rimanda però a una questione e a una tendenza più generale: quella, molto diffusa nei paesi ricchi, di cercare l’esotico in molti ambiti della vita: l’arredamento, l’abbigliamento, la medicina, la cura del corpo e dell’anima e in particolare, ultima voce ma forse la più rilevante, il Viaggio, finalizzato a vedere, possibilmente anche se fuggevolmente, il mondo intero.
E qui veniamo a parlare di fotografia, perchè:
NON C’È VIAGGIO SENZA FOTOGRAFIA, e questo ci sta
…ma sembra quasi che


NON CI SIA FOTOGRAFIA SENZA VIAGGIO! E ciò dovrebbe farci riflettere...
Questo infatti è il punto centrale su cui poggia la serata e la proposta.
Premetto che non ho nulla contro il viaggio. Viaggiare è meraviglioso ed eccitante ma spesso, per la sua breve durata, consente un contatto tremendamente superficiale con la realtà visitata, che non potrà mai diventare conoscenza ma si riduce spesso a una collezione di sollecitazioni visive che si susseguono rapide una dopo l’altra come in un time-lapse, interessanti solo perché nuove, mai viste prima, “esotiche”.
E ARRIVIAMO AL DUNQUE
Tutti noi abbiamo a disposizione un territorio denso di bellezze naturali e storico artistiche che spesso non conosciamo. Perché non diventare viaggiatori a casa nostra? Ma non viaggiatori/turisti mordi e fuggi ma viaggiatori/esploratori, curiosi, attenti, silenziosi, non guidati dalla fretta ma dalla pazienza, in attesa del momento migliore per fotografare il larice fuori casa che, a una certa ora della sera da albero si trasforma in monumento della natura, o che ci fa seguire il torrente che scorre accanto al luogo di lavoro scoprendone angoli sconosciuti…
L’ESOTICO FUORI CASA è semplicemente quello che non abbiamo visto prima d’ora perché distratti, proiettati come siamo nel futuro e nell’altrove, ma che si trova nei pressi di casa nostra o della casa dei nonni che andiamo a trovare ogni tanto in qualche valle…
Il mio è un invito a cercare di sviluppare dentro di noi uno sguardo, un’attenzione visiva più acuta, più profonda, meno frettolosa, che non ha bisogno degli effetti speciali del tramonto infuocato per attivarsi ma si nutre della scoperta, anche piccola, capace però di evocare quell’altrove che è presente dovunque, raggiungibile anche senza prendere l’aereo.
IL VIAGGIO E LA FOTOGRAFIA DI VIAGGIO
La nostra esperienza di viaggio è sempre e sempre sarà molto più ricca di quanto potranno mai raccontarci le foto che abbiamo scattato nei luoghi visitati. Viaggiando noi vediamo, ma anche ascoltiamo, tocchiamo, annusiamo, assaggiamo, parliamo, pensiamo, riflettiamo, la nostra esperienza è multisensoriale e molto più ricca e articolata di quanto una fotografia possa registrare. Ecco perché spesso le fotografie scattate durante i viaggi risultano mute, insignificanti, incapaci di trasmettere qualcosa di più della stranezza di un luogo esotico, della bizzarria di un edificio, della fotogenia di una raccoglitrice di riso a 10.000 km da casa nostra. Semplicemente perché la fotografia, poveretta lei, può registrare solo una minima parte di ciò che sperimentiamo: solamente forme, colori, luci ombre…
È partendo da questa consapevolezza che il fotografo può sperare di realizzare immagini capaci di andare al di là della semplice descrizione delle forme, per quanto affascinanti siano. E ci riuscirà se, utilizzando sapientemente gli strumenti che gli mette a disposizione il linguaggio della fotografia, saprà “far parlare” gli oggetti, i luoghi, le cose, le persone.
Voglio che consideriate la proposta che vi ho illustrato non come un invito a viaggiare meno ma a fotografare meglio, come un allenamento, una preparazione al vostro prossimo viaggio, attraverso l’acquisizione di una modalità di osservazione della realtà (che precede ogni fotografia!) più attenta e, insisto, più silenziosa, perché è stando zitti che ci si mette nella condizione di captare i suoni e in particolare i più sottili.
PER CONCLUDERE: se volete aderire a questa proposta, che potete considerare un gioco o una sfida con voi stessi, cominciate così: scegliete un posto qualunque, fra quelli che vi piacciono (laghi, boschi, paesi, valli, fiumi, tutto fa brodo) e andateci, esplorateli in lungo e in largo, con calma, osservateli, ascoltateli, assaporateli prima ancora di estratte la vostra Colt dallo zainetto. Solo quando qualcosa nel vostro cervello vi dà un segnale speciale, quando vi suona un campanellino nella testa, solo allora impugnate la fotocamera e trasformatevi in fotografi, sfoderando tutta la vostra abilità tecnica. Il vantaggio di operare “in casa” è anche quello di poter tornare ripetutamente nello stesso luogo, per correggere riprese insoddisfacenti o per scoprire che la realtà non rimane mai uguale a sé stessa, essendo in continuo mutamento la luce, il clima e la cosa più determinante: voi stessi!
Un saluto a tutti
Adriano Frisanco

PER ADERIRE

Chi decide di partecipare non deve fare altro che aggiungere il nome sulla apposita scheda. Dopo il 19 novembre, termine ultimo per aderire, inviterò i partecipanti a un incontro preliminare, volto a fornire indicazioni e suggerimenti vari. A quel punto non resterà che mettersi all'opera!

Durante tutta la fase operativa svolgerò la funzione di tutor, seguirò e aiuterò tutti a raddrizzare il tiro quando ce ne sarà bisogno.
Il lavoro di ricerca durerà all'incirca 2/3 mesi, con periodici incontri intermedi di valutazione, per dar modo a tutti di raggiungere i risultati più soddisfacenti.

ALLA FINE

A conclusione del percorso organizzeremo una serata “di gala” nella quale presenteremo il frutto del lavoro collettivo e allestiremo una mostra presso la sede del CCF!