LA FOTOGRAFIA STENOPEICA

Paolo Aldi Aldi con HALLA FOTOGRAFIA STENOPEICA

Giovedì 13 aprile, a partire dall’ora canonica delle 20.30, ci aspetta una serata speciale!
Verrà a trovarci Paolo Aldi, fotografo roveretano noto in tutta Italia per la sua appassionata attività di promozione e produzione nel campo della fotografia a foro stenopeico.
La serata ci permetterà di entrare nel mondo davvero magico della fotografia stenopeica, toccando con mano apparecchiature (che Paolo progetta e costruisce), stampe, polaroid e tutta la vasta gamma di strumenti che si possono utilizzare per realizzare fotografie con il foro.
La fotografia con foro stenopeico non è tanto una “trovata” un “trucco” per produrre immagini originali, è piuttosto un modo di concepire la Fotografia, è una “Ecologia della Fotografia” come ben suggeriscono le parole di Paolo che seguono:

Paolo Aldi LattoreGuerrinoGhisletti di PaoloAldi"Gli stenopeisti aspettano che la scatoletta faccia il suo lavoro e intanto si guardano attorno, pensano. Fine dell’angoscia per la foto “venuta male”: un’intrusione imprevista di luce, una diffrazione, un “mosso” sono accidenti che gli stenopeisti mettono in conto, accettano, anzi valorizzano come contributo del caso alla creazione artistica. Elogio dell’imprecisione controllata, filosofia del rispetto per l’ordine del mondo!
È un’ecologia dell’immagine che diventa un’ecologia della mente.

Paolo Aldi Fori imperiali di Paolo Aldi

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LA FOTOGRAFIA IN B&N

RIFLESSIONI  SUL B&N - SERATA DEL 9 FEBBRAIO

IMG 7829...L’incontro di questa sera non può essere, come si può ben intuire, esaustivo, su un argomento come quello del B&N che domina fin dalle origini la storia della fotografia. Quello che posso cercare è di farvi capire un po’ meglio cosa sia la fotografia monocromatica e di indicarvi alcuni criteri metodologici per affrontarla e per “lavorarla” al meglio con gli strumenti messi a disposizione da tanti software (per noi, oggi, LR), partendo da un file, meglio se in formato raw.
La fotografia nasce nella prima metà dell’800 in B&N non perché gli inventori la volessero così ma solo perché le conoscenze scientifiche e le risorse tecniche non permettevano di fare altrimenti. È interessante e pure divertente leggere qualche passo tratto da Giphantie, romanzo fantastico di Tiphaigne De La Roche, scrittore francese che, a metà ‘700, immagina…. praticamente la fotografia, ottant’anni prima che venisse inventata. Ed era a colori! Eccone un estratto (per saperne di più andate a questa pagina

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VIAGGIO NELLA STORIA 5

E Brotherus Der Wanderer

Le vie del paesaggio - parte seconda

giovedì 19 maggio - 20.30

Eccoci arrivati all'ultima puntata, prima della pausa estiva, dedicata alla storia della Fotografia. Conduttore della serata sarà Floriano Menapace che, con la consueta ricchezza di spunti, aneddoti e notazioni storiche, concluderà (per ora) l'introduzione alla storia della fotografia di paesaggio. Non mancate di partecipare!!!

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VIAGGIO NELLA STORIA 4

Durer Arco 1495Le vie del paesaggio - parte prima

La rappresentazione del paesaggio prima della fotografia e dopo i suoi esordi.
Giovedì 21 aprile - 20.30/22.30

La necessità di una raffigurazione realistica del paesaggio assume nel Quindicesimo secolo grande importanza e si differenzia in vari modi. Già nota fin dall'antichità nella pittura greca e romana sono rimaste poche tracce della prima se non nella pittura vascolare e abbastanza numerose della seconda specialmente dopo le scoperte archeologiche in epoca rinascimentale e la riscoperta dei testi trascritti dall'antichità. È da Giotto in poi, pur in una convivenza di esigenze figurative a volte contrastanti che si crea il terreno per una nuova visione della realtà.

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SE GUARDI COSA VEDI?

mantovaGiovedì 5 maggio 2016

Perchè un'immagine ti colpisce? Perchè la stessa immagine colpisce te e non me?
L'incontro del 5 maggio si propone di stimolare una riflessione sulle dinamiche della percezione e di come la persona è parte attiva nel costruire cosa vede: non è solo l'immagine in sé e per sé, ma quanto di noi mettiamo, mentre osserviamo in “soggettiva”, appunto! Il confronto tra i partecipanti vuole portare ognuno a diventare più consapevole di questi aspetti e di quanto ciò possa essere utile per leggere e costruire le proprie fotografie.

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ASTROFOTOGRAFIA - LABORATORIO PRATICO

mappacieloASTROFOTOGRAFIA 3

Laboratorio Astrofotografia del Paesaggio e serata “Astro-Gastro”
Sabato 7 maggio 2016

Dalla teoria alla pratica: il terzo appuntamento dedicato all’Astrofotografia del Paesaggio propone una serata “laboratorio” durante la quale i soci partecipanti potranno approfondire e sperimentare le tecniche di ripresa fotografica illustrate nel corso dei precedenti due incontri informativi.
Programmato per il sabato 7 di maggio, questa iniziativa avrà come palcoscenico Maso Naranch, http://www.naranch.it/, situato in località Pannone di Mori, per le sue peculiari caratteristiche paesaggistiche, per il limitato inquinamento luminoso e per il rinomato ristorante che ci darà la possibilità di trascorrere una serata conviviale “Astro-Gastro” all’insegna dell’Astrofotografia e della buona Cucina accostata alle meraviglie dell’Universo.

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STORIA DELLA FOTOGRAFIA

Contributo di AF0100056FLORIANO MENAPACE

Anche la Fotografia ha una sua Storia, i suoi patriarchi, eroi, geni e santi. Ci sono alcuni aspetti che riguardano la fotografia che vanno oltre a quelli della sua evoluzione tecnica individuabili sommariamente in culturali, sociali, economici, estetici…
Una storia da non confondere con la solita cronologia di tipo scolastico, ma fatta di immagini considerate di volta in volta, dagli studiosi fino al semplice fotoamatore, motivo di passione, curiosità, divertimento, benessere, denuncia, documentazione, esibizione, narcisismo, ...
Ma la storia è anche da considerare maestra di vita e pertanto fonte di informazione, di spunto, di confronto, storia come materia alla quale ispirarsi, portatrice di esempi da seguire, senza l'imbarazzo di sentirsi dire che si copia spudoratamente.
Piuttosto è da prendere questa possibilità come punto di partenza per tentativi ed esperimenti con i quali, piano piano, pervenire ad una proposta personale che usa, magari, le tecniche antiche come modello a cui aspirare, o quelle contemporanee, limitando il risultato della ripresa a minimi e essenziali ritocchi.
Poi c'è anche la necessità di arricchire il proprio bagaglio con la conoscenza delle opere dei maestri, dei libri che hanno pubblicato, siano quelli pieni di foto, o quelli solamente teorici; vero sale del sapere fotografico sono, le loro biografie, interviste, esperienze, capire il loro stile. Le mostre da visitare, il guardare direttamente, dal vivo le opere in modo da produrre riferimenti diretti per noi che viviamo in un mondo virtuale e troppo spesso fittizio.
L'esperienza dovrebbe maturarsi sul campo con l'occhio attento all'insieme di tanti elementi, dall'infinito al sublime, ma anche con attenzione alle cose minime, indicatrici di culture perdute, assieme a fotografi esperti, persone che sanno, oltre alla meccanicità del vedere, guardare consapevolmente la realtà, ricavarne stimoli visivi che possano andare oltre il sorprendente, il simpatico, il lezioso, ma sappiano entrare anche in mondi apparentemente vuoti, disadorni, silenziosi, polverosi, umbratili, misteriosi, ermetici, spaventosi, i “non-luoghi”. In queste esperienze c'è una totale partecipazione fisica, psichica e culturale.
Dopo aver premuto il pulsante di scatto esce la prova di quanto siamo in grado di dire consapevolmente con le nostre immagini. La fotografia dunque è anche mezzo per misurarci, per valutare lo stato del nostro guardare, ma anche la profondità delle nostre esperienze.
Come ricordava in un suo scritto Robert Adams: “Il metodo di lavoro che sembra funzionare meglio è andare nel paesaggio che ti fa più paura e fotografare fino a che non sei più intimorito". (Robert Adams, Two Landascapes, 1994).

FOTOGRAFIA E SCRITTURA CREATIVA

AF0900032Laboratorio Fotografia & Scrittura creativa

De-Scrivere la Fotografia / Foto-Grafare la Scrittura

Lunedì 11 aprile 2016, dalle 20.30 alle 22.30

La fotografia è uno strumento di comunicazione. Da ogni fotografia promanano informazioni, suggestioni, emozioni, memorie, idee che possono essere lasciate dove sono, sul pezzo di carta o sullo schermo del monitor, oppure essere tradotte in parole.
Di fronte a ogni fotografia possiamo accontentarci di un commento lapidario e superficiale, emerso dalle viscere dell’inconscio, (“bella”, “brutta”), oppure possiamo tentare di decifrarla più attentamente, cercarne il senso, capire ciò che è in grado di comunicare ed esprimerlo compiutamente attraverso la parola, pronunciata o scritta che sia.

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ASTROFOTOGRAFIA 2

Moonset at SunsetASTROFOTOGRAFIA DEL PAESAGGIO
Tips and Tricks

Giovedì 10 marzo 2016, alle 20.30 presso la sede del CCF.

Pur non essendo un genere fotografico particolarmente difficile da affrontare, l’Astrofotografia del Paesaggio si distingue per una tecnica di ripresa sostanzialmente differente dall’usuale. Questo secondo incontro sarà dedicato proprio alla divulgazione di quelle nozioni tecniche di base utili per iniziare.

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VIAGGIO NELLA STORIA 3

DAL PRIMO DOPOGUERRA AL NEOREALISMO.

Paul Strand 1916Una fotografia porta sulla sua superficie sensibile quanto era davanti all'obiettivo della macchina, per quel dato quantitativo di luce, per quella frazione di tempo, per le intenzioni estetiche del fotografo e per catturare visivamente una memoria imperitura del soggetto. La fotografia non dà giudizi, siamo noi che li cerchiamo in quella frazione di mondo raffigurato sulla sua superficie.
La pittura trova nella fotografia la tecnica che la dispensa dal dover riprodurre la realtà, confinandola, secondo la cultura del Diciannovesimo secolo, in un ruolo subalterno, meccanico. Da qui nasce l’esigenza di dimostrare la valenza del mezzo fotografico come forma espressiva, non solo nei tagli visivi, ma soprattutto nello sviluppo di tecniche chiamate pittorialiste, che proponevano, sulla falsariga dell’arte incisoria, la litografia soprattutto, una serie di metodi come quelli alla gomma bicromatata, alle polveri di carbone (carbon velour), o con viraggi che intonavano le immagini con colori che le facevano assomigliare alle inchiostrature delle incisioni.

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